Annunciato da quella che sta diventando una consuetudine, ovvero una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Conte, è stato promulgato un ulteriore D.P.C.M. che impone ulteriori misure restrittive al fine di contenere il contagio da Covid-19. Restano valide le disposizioni contenute nel D.P.C.M. 9 marzo 2020, anche in ordine alla loro validità temporale (es. divieto di assembramenti sino al 3 aprile 2020), laddove non superate da quelle più stringenti disposte dal D.P.C.M. 11 marzo 2020 , la cui validità però è prevista per un periodo di tempo più limitato: dal 12 al 25 marzo. Cessano temporaneamente le attività commerciali al dettaglio, i servizi di ristorazione, le attività inerenti i servizi alla persona, con tutta una serie di importanti eccezioni. Restano garantiti i servizi essenziali, sempre a patto che si possa lavorare nel rispetto delle misure di sicurezza.

Con il D.P.C.M. 9 marzo 2020 erano state introdotte su tutto il territorio nazionale un’importante serie di restrizioni atte a contenere il contagio da coronavirus Covid-19.

Se la misura del 9 marzo ha visto quale fondamentale novità l’estensione dei divieti imposti a tutto il territorio nazionale (vedasi per ulteriori dettagli il Commento, D.P.C.M. 9 marzo 2020: il Coronavirus tinge l’Italia di rosso), probabilmente anche a causa dell’inspiegabile “fuga dal nord” cui si è assistito, che ha fortemente aumentato il rischio di diffusione del virus in tutto il Paese, il nuovo D.P.C.M. 11 marzo 2020 , anch’esso a valenza nazionale, trova la sua ratio nel voler ulteriormente sollecitare la necessità di restare a casa – per quanto possibile – con ciò evitando ogni motivo di spostamento che sia effettuato per fini non indispensabili o servizi di pubblica utilità.

La Nazione, quindi, non si ferma del tutto; restano garantiti i servizi essenziali, e sempre a patto che si possa lavorare nel rispetto delle misure di sicurezza.

Attività che devono chiudere dal 12 al 25 marzo

Le attività che devono cessare temporaneamente (dal 12 al 25 marzo) sono:
1. le attività commerciali al dettaglio, con tutta una serie di importanti eccezioni che vedremo nel prosieguo;
2. i servizi di ristorazione, anche qui con qualche eccezione e precisazione
3. le attività inerenti i servizi alla persona, anche qui con qualche eccezione.

Commercio al dettaglio: disposizioni dal 12 al 25 marzo


Il decreto impone l’interruzione di tutte attività commerciali al dettaglio e dei mercati, con le seguenti eccezioni:

La sospensione non vale per le attività di vendita di:
– generi alimentari;
– beni di prima necessità (analiticamente individuati dal Decreto).

L’elenco delle attività commerciali che non sono tenute alla sospensione è analiticamente fornito nell’Allegato 1 al D.P.C.M. e prevede:
ipermercati
• supermercati
• discount alimentari
• minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
• commercio al dettaglio di prodotti surgelati
• commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
• commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codice ATECO 47.2)
• commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
• commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ATECO 47.4)
• commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
• commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
• commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
• farmacie
• commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica (parafarmacie)
• commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
• commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toeletta e per l’igiene personale
• commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
• commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
• commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
• commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura ed affini
commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione (televendite)
• commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
commercio effettuato per mezzo di distributori automatici.

Le attività cui è consentita la prosecuzione dell’attività possono continuare ad operare sia sotto forma di negozio di vicinato, che nell’ambito di media e grande distribuzione, ed anche all’interno di centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole attività autorizzate nella prosecuzione dell’attività e sempre fermo restando il rispetto delle distanze di sicurezza.

Indipendentemente dall’attività svolta, sono chiusi i mercati, tranne che con riferimento alle attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.

Resta valido quanto previsto dal D.P.C.M. 9 marzo 2020: le attività cui è consentito proseguire dovranno comunque consentire il rispetto della distanza di sicurezza di un metro, altrimenti devono restare chiuse, pena la sospensione della licenza.

Servizi di ristorazione: disposizioni dal 12 al 25 marzo

Per quanto riguarda bar e ristoranti, viene cancellata la previsione precedentemente imposta dal D.P.C.M. 9 marzo 2020 di orario ridotto dalle 6.00 alle 18.00.

A questa tipologia di attività, ed in generale a tutti i servizi di somministrazione alimenti e bevande, viene imposta la chiusura.

Devono quindi chiudere, a titolo esemplificativo:

• bar
• pub (già previsto da precedente Decreto)
• ristoranti
• gelaterie
• pasticcerie.

Tali attività produttive potranno tuttavia mantenere in uso la cucina, restando chiusi al pubblico, nel caso in cui effettuino consegne a domicilio, nel rispetto delle norme igieniche e sanitaria sia con riferimento al confezionamento che al trasporto.

Possono proseguire l’attività le mense ed i servizi di catering continuativo su base contrattuale, a condizione che venga rispettata la distanza di sicurezza di un metro.

In deroga alle previsioni cui sopra, restano aperte le attività di somministrazione di alimenti e bevande:
– ubicate nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo strade ed autostrade;
– ubicate all’interno delle stazioni ferroviarie ed aeroportuali; ubicate negli ospedali.

Sempre a condizione che venga rispettata la distanza di sicurezza di un metro.


Servizi alla persona: disposizioni dal 12 al 25 marzo

Devono sospendere l’attività anche coloro che effettuano servizi alla persona, quali, ad esempio:

• barbieri
• parrucchieri
• estetisti
• servizi di tatuaggio.

In deroga a quanto sopra, possono proseguire l’attività:

• lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
• attività delle lavanderie industriali
• altre lavanderie, tintorie
• servizi di pompe funebri e attività connesse
• servizi garantiti.

Servizi garantiti o potenzialmente ridotti

Il Decreto prevede espressamente che restano garantiti:

• i servizi bancari, finanziari ed assicurativi;
• le attività del settore agricolo, compresa filiera;
• le attività del settore zootecnico di trasformazione agroalimentare, compresa filiera.

Anche per questi settori, ovviamente, fermo restando il rispetto nelle norme igienico-sanitarie e della distanza di sicurezza.

Per quanto riguarda il trasporto pubblico, viene disposto che il Presidente di ciascuna Regione possa, con propria ordinanza, rivedere la programmazione del servizio di trasporto pubblico locale, anche non di linea; dovranno essere garantiti solo i servizi minimi essenziali.

Parimenti, il Ministro delle Infrastrutture potrà disporre la riduzione o soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo, marittimo, assicurando solo i servizi minimi essenziali.

Quanto alla Pubblica Amministrazione, le prestazioni lavorative dovranno essere rese in modalità agile, anche in deroga agli accordi individuali, mentre dovranno essere espressamente individuate le attività indifferibili da svolgersi in prima persona nei luoghi di lavoro.

Raccomandazioni per attività produttive diverse ed attività professionali

Le attività produttive diverse da quelle sin qui analizzate potranno proseguire, tuttavia vengono fornite precise raccomandazioni:

massimo utilizzo del lavoro agile, per le attività che sia possibile svolgere presso il domicilio o a distanza;
incentivo a ferie e congedi per i dipendenti;
sospensione delle attività nei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.
Viene inoltre sollecitata l’assunzione di specifici protocolli anti contagio, la limitazione degli spostamenti, l’accesso contingentato ai luoghi comuni e la sanificazione dei luoghi di lavoro.

Conclusioni

In conclusione, per quindici giorni occorre fermare tutto ciò che è possibile fermare, senza arrivare al punto di non ritorno, ovvero la necessità di bloccare del tutto il Paese. Non possiamo che augurarci che tutto ciò si riveli finalmente efficace, ed attendere, posto che gli attesi benefici non potranno essere rilevati che tra qualche settimana.


Riferimenti normativi:
• D.P.C.M. 11 marzo 2020 ;
• D.P.C.M. 9 marzo 2020;
• D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, artt. 2 e 3.