Il Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, adottato dal Governo per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, tra le diverse misure di interesse per i datori di lavoro e i lavoratori, prevede l’erogazione di un premio ai lavoratori dipendenti che hanno lavorato presso la propria azienda nel mese di marzo 2020.

Evidenziamo fin da subito che mancano alcuni necessari chiarimenti circa le modalità di quantificazione del premio, che dovranno essere fornite dai competenti Enti. Peraltro, il premio può essere erogato ai lavoratori dipendenti a partire dal mese di aprile 2020 ed entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno (competenze di dicembre).

LAVORATORI INTERESSATI E REQUISITI

Sono interessati solo i titolari di redditi di lavoro dipendente che siano in forza nel mese di marzo 2020.

Il premio non spetta a coloro che percepiscono redditi di natura diversa da quelli di lavoro dipendente derivanti da prestazioni lavorative.
Sembrano, quindi, esclusi tutti i percettori di redditi da pensione, nonché i percettori di redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente e, ovviamente, tutti coloro che producono redditi da lavoro autonomo.

Ulteriore requisito di spettanza del premio riguarda l’importo del reddito complessivo del lavoratore riferito all’anno 2019, che non può essere superiore a 40.000 euro. Anche in questo caso, la norma parla di “reddito complessivo da lavoro dipendente” e sembrerebbe anche in questo caso limitare la verifica ai soli redditi ex art. 49, comma 1 del TUIR.
In questo caso, pertanto, sembrerebbe poter affermare che un soggetto che nel 2019 ha percepito redditi, anche per importi superiori a 40.000 euro, ma di natura diversa da quelli da lavoro dipendente, possa aver diritto al premio se oggi lavora come dipendente.
In relazione a quest’ultimo aspetto, peraltro, si attendono i necessari chiarimenti da parte degli Enti competenti.

Stante la condizione relativa ai redditi 2019 e la concreta possibilità che il datore di lavoro possa non conoscere i redditi prodotti dal lavoratore in tale anno (si pensi alla possibilità che il lavoratore non fosse già dipendente del datore di lavoro, ovvero che avesse un altro rapporto di lavoro), si ritiene necessario che il datore di lavoro si faccia rilasciare dai lavoratori interessati un’apposita dichiarazione in ordine ai redditi da lavoro dipendente da questi percepiti nell’anno di riferimento.

QUANTIFICAZIONE DELL’IMPORTO

Il premio spettante ai lavoratori dipendenti:
– è pari a 100,00 euro;
va riproporzionato al numero di giorni di lavoro svolti da ciascun lavoratore presso la propria sede di lavoro nel mese di marzo 2020.

Si ritiene che l’importo non vada riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale, in quanto la norma non dispone nulla espressamente in merito.

Anche in relazione alle modalità di quantificazione dell’importo spettante vi sono perplessità, in relazione alle quali si attendono chiarimenti da parte degli organi competenti.

Si ritiene che la volontà sia quella di premiare i lavoratori che, nonostante l’emergenza sanitaria e i pericoli da essa derivanti, si sono comunque recati sul normale luogo di lavoro. Con tale interpretazione, pertanto, il premio non spetta a coloro che svolgono la prestazione in modalità smart working, lavorando da casa.
In secondo luogo, è necessario capire come conteggiare le giornate di lavoro. A tal proposito, si ritiene si debbano considerare solamente le giornate di effettiva prestazione lavorativa, escludendo quindi tutte le assenze dal lavoro, indipendentemente dal loro motivo (ferie, permessi, malattia, congedi, ecc). La giornata lavorata parzialmente, invece, si ritiene debba essere conteggiata.

EROGAZIONE DEL PREMIO

I sostituti d’imposta possono a corrispondere l’importo del premio:
a partire dalle retribuzioni corrisposte nel mese di aprile e
entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio di fine anno.

Pertanto, il premio può essere erogato già con le competenze di marzo, ancorché corrisposte nel mese di aprile 2020 e fino alle competenze di dicembre 2020.

RECUPERO DEGLI IMPORTI EROGATI

I sostituti d’imposta possono recuperare l’importo versato a titolo di premio tramite la compensazione “orizzontale” ovvero l’esposizione di un codice tributo a credito sul Mod. F24.

L’Agenzia delle Entrate fornisce i codici tributo per il recupero in compensazione, tramite i modelli F24 e F24EP, del premio erogato ai lavoratori dipendenti.

Per consentire al sostituto d’imposta il recupero delle somme erogate in busta paga, sono istituiti i seguenti codici tributo:
per il modello F24, il codice “1699” denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”.
Con riferimento alle modalità di compilazione del Mod. F24, il codice tributo in oggetto deve essere esposto nella sezione “Erario

  • in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a credito compensati”,
  • con l’indicazione nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.” e nel campo “anno di riferimento”, del mese e dell’anno in cui è avvenuta l’erogazione del premio, rispettivamente nel formato “00MM” e “AAAA”;

– per il modello F24EP (Enti Pubblici), il codice “169E” denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta del premio erogato ai sensi dell’articolo 63 del decreto-legge n. 18 del 2020”.
Con riferimento alle modalità di compilazione del Mod. F24EP, il codice tributo in oggetto deve essere esposto nella sezione “Erario” (valore F)

  • in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “Importi a credito compensati”,
  • con l’indicazione nel campo “riferimento A” e nel campo “riferimento B”, del mese e dell’anno in cui è avvenuta l’erogazione del premio, rispettivamente nel formato “00MM” e “AAAA”;

L’Agenzia ricorda infine che, ai fini del recupero in compensazione delle somme di cui trattasi, i Modd. F24 devono essere presentati esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.
Il recupero in compensazione, invece, non deve essere preceduto dalla presentazione della dichiarazione da cui emerge il relativo credito.

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