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Corrispettivi telematici

I corrispettivi ricevuti verranno memorizzati elettronicamente e trasmessi per via telematica all'Agenzia delle Entrate.

Si avvicina l’addio al vecchio scontrino e alla vecchia ricevuta fiscale. I primi a doversene “distaccare” sono i commercianti e gli esercenti che effettuano attività di commercio al minuto e assimilate con un volume di affari,  nel 2018, superiore a 400mila euro; dal 1° gennaio 2020 toccherà a tutti gli altri.
I corrispettivi ricevuti non saranno più documentati con il rilascio di scontrini e ricevute ma verranno memorizzati elettronicamente e trasmessi per via telematica all’Agenzia delle entrate (scontrino elettronico).
Il nuovo adempimento sostituisce l’obbligo di annotazione dei corrispettivi nell’apposito registro e quello di rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale. 
 
Cosa occorre fare:
 
– rilasciare al consumatore finale al posto dello scontrino o della ricevuta fiscale un “documento commerciale” rilasciato dal “registratore telematico” installato;
 
– memorizzare elettronicamente i dati riguardanti i corrispettivi giornalieri nel “registratore telematico”;
 
– inviare telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione.


Studio Dieffe srl